METODO SEIGNALET

JEAN SEIGNALET

Chi è

Jean Seignalet (9.10.1936 – 13.07.2003), Laureato in Medicina, Chirurgo, già “Interne” des Hôpitaux de Montpellier, Maître de Conférences (docente) presso la Facoltà di Medicina di Montpellier, ritenuto un pioniere nella metodologia dei trapianti renali, diresse dal 1969 al 1989 il Laboratorio di Istocompatibilità.

Elaborò alcuni esami di laboratorio al fine di contribuire alla diagnosi e alla prevenzione di alcune malattie.

Le sue teorie riguardo i rapporti tra alimentazione e comparsa di parecchie patologie lo ha reso famoso, meritando il plauso di importanti ricercatori, tra cui il professor Henri Joyeux (docente di Oncologia clinica e Chirurgia dell’Apparato digerente, Facoltà di Medicina di Montpellier).

Le pubblicazioni del dr. Jean Seignalet

La classificazione HLA in Reumatologia (Masson edizioni, 1985).
L’Alimentazione, ovvero la terza Medicina (5°edizione, F.-Xavier de Guibert, 2007).
Inoltre, Seignalet è autore di 230 pubblicazioni in lingua francese e inglese, di cui 78 internazionali nell’ambito dell’Istocompatibilità.

L’origine delle malattie secondo Jean Seignalet

L’approccio del dr. Jean Seignalet ha come obiettivo la ricerca delle cause delle malattie croniche piuttosto che il loro aspetto sintomatico. Il terreno correlato all’ereditarietà è un fattore importante perché determina la tendenza a contrarre malattie, ma non dobbiamo dimenticare i fattori di origine ambientale. Tra questi, Jean Seignalet dimostra come l’alimentazione giochi un ruolo decisivo riguardo a più di 90 malattie attraverso studi di genetica, biologia, immunologia, di cui era un esperto a livello mondiale.

Cenni di ipotesi scientifica

I 3 tipi di meccanismi delle malattie croniche, secondo Seignalet, implicano l’intestino tenue, la funzione degli enzimi e lo stress. La maggior parte delle reazioni che avvengono nell’organismo dipende da 1500 enzimi i quali, in alcuni soggetti, non hanno la capacità di adattarsi a molecole “contro natura”. Di conseguenza, queste ristagnano nell’intestino tenue, causano uno squilibrio della flora intestinale e indeboliscono la parete (barriera intestinale). La quantità delle sostanze nocive a livello intestinale si è moltiplicata nel 20° secolo più di quanto sia avvenuto negli ultimi 5000 anni. Pertanto, la mucosa danneggiata provoca l’ingresso nella circolazione generale di molecole batteriche e alimentari, entrambe nocive. Inoltre, lo stress aggrava la permeabilità del tenue e i neuroni liberano i neuropeptidi i quali attivano cellule produttrici di interferone gamma. Quest’ultimo si fissa sulla membrana degli enterociti e li allontana gli uni dagli altri, lasciando così entrare nell’organismo una quantità notevole di “scarti tossinici”, possibile causa primaria di molte malattie coinvolgenti spesso il sistema immunitario.

- Estratto da www.seignalet.fr

Nuove ricerche su grano e sulle proteine

La ricercatrice Denise Minger ha evidenziato un’elevata correlazione tra assunzione di farina di grano e malattie cardiache (0,67), cancro del collo dell’utero (0,46), ipertensione (0,54), ictus (0,41).
Secondo il dr. William Denis, un polipeptide del grano (gluteomorfina) può legarsi al recettore della morfina: ciò spiegherebbe il fatto che il 30% della popolazione accusa sintomi di astinenza quando smette l’assunzione di grano.
Riguardo le proteine, Denise Minger sottolinea un aspetto spesso trascurato dai ricercatori: le proteine degli animali, portate ad una temperatura superiore ai 110°C producono le glicotossine (derivati dalla glicazione) che favoriscono stati infiammatori e invecchiamento precoce.
Da tutta questa serie di considerazioni, si ha la conferma delle teorie di Jean Seignalet che, tra l’altro, mettono in guardia dai pericoli del grano e dall’eccessiva temperatura di cottura delle proteine.

 

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